Castello di Rupecanina
SP149 Sant'Angelo d'Alife CE
Il Castello appare da lontano come un prolungamento naturale della montagna. Per raggiungerlo si risale il pendio, lasciandosi alle spalle il borgo abitato per entrare in una dimensione di silenzio. La fortezza è un palinsesto di epoche, dove le grandi mura poligonali di origine sannitica fanno da basamento alle più alte cortine medievali, testimoniando una continuità strategica che attraversa i millenni. L'accesso ai ruderi è un passaggio fisico attraverso il tempo. Si cammina tra ciò che resta delle torri e degli ambienti residenziali, abbandonati definitivamente dopo il sisma del 1688. L'assenza di tetti e pavimenti trasforma la visita in un'esplorazione a cielo aperto. La luce taglia trasversalmente gli archi, disegnando ombre lunghe sulla roccia. Il mastio quadrangolare domina il paesaggio.
Affacciarsi dagli spalti naturali della rocca offre una prospettiva privilegiata sull'intera Valle del Volturno. Lo sguardo scivola sulle geometrie dei campi coltivati nella piana alifana e segue il corso del fiume, in un quadro d'insieme che restituisce l’estensione delle terre in possesso dei signori e il senso profondo del Matese. Una terra di frontiera, aspra e difensiva, ma capace di aperture visive di grande respiro. È un luogo ideale per attendere il tramonto, quando la pietra grigia si tinge di colori caldi e la valle sottostante si accende delle prime luci della sera.
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