Grotta di San Michele Gioia Sannitica

Gioia Sannitica CE

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Un sentiero tra gli ulivi conduce a un santuario rupestre nascosto, dove l'arte bizantina incontra il silenzio della montagna. Per scoprire questo angolo segreto bisogna raggiungere la piccola frazione di Curti, a Gioia Sannitica. Da qui inizia un comodo sentiero, di circa 1 chilometro, tra uliveti e vigneti. Improvvisamente, la roccia si apre. Un santuario protetto da un'antica cortina muraria che ne cela l'interno, quasi a voler custodire un tesoro. Si cammina sul piano di calpestio originale. La luce naturale illumina le pareti che raccontano una storia millenaria attraverso un ciclo di affreschi di scuola longobardo-bizantina. 



Spicca un'Annunciazione misteriosa, dove la Vergine porta sul petto un disco d'oro, l'"Uovo Cosmico", simbolo raro e potente dell'incarnazione. Trovare questo simbolo così chiaramente rappresentato in una grotta di montagna è eccezionale. Tra le iscrizioni latine che scorrono alla base dei dipinti compare un dettaglio che rappresenta una rarissima testimonianza medievale di devozione coniugale. Accanto al nome del committente dell'opera, il nobile Sicone, è inciso quello della moglie Sinta. Secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele si fermò in questo antro durante il suo viaggio verso il Gargano, lasciando un'impronta di santità che i pellegrini hanno onorato per secoli. All'esterno, sotto la parete rocciosa, due piccole vasche scavate nella pietra raccolgono l'acqua di stillicidio, da sempre considerata benedetta dai locali.